Il bitcoin, analisi veloce

Il bitcoin potremmo considerarlo come il revamping della cartamoneta, è un vaso di pandora che spero mai nessuna grande istituzione abbia il coraggio di scoperchiare senza prendere le dovute precauzioni perché le conseguenze per i mercati saranno, a mio avviso, devastanti.

Senza un controllo e/o una regolamentazione di base, questa cryptomoneta, potrebbe esser capace di volatilizzare ingenti capitali in poche ore attraverso una speculazione sul mercato da parte di grandi investitori che, attraverso una serie di operazione automatizzate, sarebbe capaci di modificare a proprio piacimento la forbice inflazionistica intraday.

Quello che può sembrare il suo punto di forza, ovvero l’assenza di un controllo diretto da parte di un’autorità monetaria è, secondo me, anche il suo tallone di Achille.  Senza un sistema di controllo la volatilità della moneta è condizionata dal mercato, quello stesso mercato in cui centinaia di operatori finanziari operano senza ritegno. Questi operatori, con le loro politiche orientate solo alla speculazione, han già distrutto il mercato azionario e obbligazionario creando delle volatilità intraday del tutto scollegate dalle reali capacità produttive o dai bilanci di imprese e/o società quotate.

La caratteristica dell’anonimato, inoltre, può essere un terreno fertile per tutta una serie di operazioni di riciclaggio di denaro sporco proveniente dai mercati della malavita oppure da sistemi di evasioni fiscale.

Il bitcoin o qualunque altra moneta potrà aver successo solo in presenza di un’economia circolare, ed un territorio ben definito, come una piccola comunità dove l’introduzione di una criptomoneta potrebbe invece stimolare l’economia locale, per il suo successo su larga scala si dovrà abbandonare il rapporto con la moneta fiat e ragionare esclusivamente in termini di cryptocoin, fin quando ciò non accadrà assisteremo solo a grandi manovre speculative.



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