Il salvataggio delle Banche

Il nuovo Premier, pro tempore, Gentiloni non ha atteso molto prima di dimostrare quanto le istituzioni politiche siano schiave del sempre più crescente potere occulto delle grandi lobby dell’economia e degli istituti di credito. Il salvataggio di MPS, di questi ultimi giorni, è l’ennesima prova di come l’economia, eludendo ogni qual tipo di controllo preventivo, si sia spinta talmente oltre da dover sperare in un decreto di salvataggio prima di un fallimento certo!

Prima di esprimere la mia opinione, è bene ricordare quali sono i paletti stabiliti da Bruxelles, infatti la commissione europea ha stabilito 4 condizioni per validare l’operazione:

  1. dovrà essere confermata la carenza di capitale attraverso uno stress test;
  2. intervento pubblico accompagnato dal «burden sharing» a carico di azionisti e obbligazionisti subordinati;

  3. dovrà essere presentato un piano di ristrutturazione «credibile»;

  4. divieto di concorrenza sleale alle altre banche;

Ma perché uno Stato, attraverso l’utilizzo di soldi pubblici dovrebbe aiutare un istituto bancario, privato?
La risposta che ci daranno è scontata, ovvero, salvaguardare il capitale dei risparmiatori correntisti e/o azionisti che hanno investito nell’istituto e che rischiano di perdere tutto. 

La vera questione è perché siamo costretti a sottostare ad una palese incapacità sia della politica che degli istituti bancari di tutelare gli interessi dei risparmiatori? Infatti, dal mio punto di vista, è impensabile che siano sempre questi ultimi a dover subire quella che ritengo essere solo il frutto di un’incapacità dei manager di governare l’istituto e dei politici di prevenire questo tipo di situazioni.

Non è la prima volta che lo Stato entra in MPS, eppure le cose non sono cambiate. A questo punto mi vien logico pensare che i correntisti, anziché subire impotenti questi stravolgimenti, dovrebbero valutare attentamente a chi affidare i propri risparmi. Mi fa schifo il fatto che negli ultimi anni, attraverso modifiche contrattuali unilaterali, questi istituti abbiano ridotto notevolmente tutti i vantaggi che un correntista avrebbe potuto ottenere dall’affidamento dei suoi risparmi, vedi l’azzeramento degli interessi a credito.

Molti criticheranno quello che dirò ma, alla luce di tutto questo schifo, dal mio punto di vista la migliore soluzione sarebbe quella di avere un apparato centrale, qual era la Banca D’Italia, capace di controllare la governance di tutti gli istituti operanti sul territorio nazionale. Perché aspettare che sia l’europa ad effettuare i famosi stress test sulle nostre banche, quando dovrebbe essere lo Stato a preoccuparsi preventivamente di tutelare gli interessi dei propri cittadini? Vuoi fare banca? allora devi possedere alcuni solidi criteri per farla…altrimenti non eserciti..

Non è lanciando salvagenti e/o tappando falle che si risolvono i problemi, ma prendendo i comandi e governando il paese verso acque  più tranquille.Giovanni Votta

 

 

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