Ordinanza fuochi d’artificio a Natale

Da qualche anno a questa parte, in occasione del periodo natalizio, è consuetudine emettere, da parte di alcuni Sindaci, un’ordinanza per la restrizione sull’uso dei fuochi pirotecnici. Questa ha diversi fini, alcuni condivisibili altri un po’ meno, ma approfondiamo meglio l’argomento…

Prima di tutto è d’obbligo una precisazione: sì, mi piace assistere ai fuochi d’artificio, ma non mi piace “innescarli”; 

Ora, capisco che l’uso improprio, tanto dei fuochi d’artificio, come di ogni altra cosa, sia potenzialmente dannosa, però, non concepisco il perchè in un periodo di festeggiamenti si debba sottostare ad una restrizione che poi durante tutto l’anno viene disattesa. 

La cosa che più mi infastidisce è come si abusi dello strumento amministrativo dimenticandosi di approfondire i relativi principi che vi stanno alla base.

I sindaci non possono vietare in alcun modo l’uso di fuochi d’artificio con marcatura CE appellandosi all’articolo 54 del Tuel che riguarda le “Ordinanze contingibili e urgenti”, in quanto la materia è regolamentata dalla normativa del ministero dell’Interno e l’organo di sorveglianza è il prefetto.

Con una circolare ministeriale (n. 0018798) il ministero dell’Interno ha chiarito «l’illegittimità delle ordinanze anti botti o meglio quelle di divieto di accensione di fuochi d’artificio ex articolo 54 Tuel e l’inserimento in maniera permanente di tale divieto all’interno dei regolamenti comunali

L’ORDINANZA AMMINISTRATIVA

cerchiamo di capire cos’è e quando può essere usata:

Le ordinanze amministrative sono emanate da un organo della pubblica amministrazione (ad esempio, il prefetto o il sindaco) per imporre un determinato comportamento ad un soggetto o ad una classe di soggetti oppure ad un organo. Si tratta, quindi, di provvedimenti amministrativi che creano doveri positivi (di fare o dare) o negativi (di non fare). Quando contengono norme generali ed astratte sono considerati atti normativi e, quindi, fonti del diritto.Wikipedia
Il sindaco, quale ufficiale del Governo, adotta, con atto motivato provvedimenti anche contigibili ed urgenti nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, al fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità pubblica e la sicurezza urbana[…]

Quindi, i presupposti per l’adozione dei provvedimenti de quibus possono essere individuati nell’urgenza, cioè nella indifferibilità dell’atto, nella contingibilità, ovvero nella straordinarietà (accidentalità) e imprevedibilità dell’evento, nella temporaneità degli effetti del provvedimento legata al perdurare dello stato di necessità […]

l’indicato potere di ordinanza sottintende necessariamente situazioni di pericolo attuale ed effettivo, non tipizzate dalla legge, la cui esistenza deve essere comprovata da idoneo accertamento da parte degli organi competenti ed adeguata motivazione; il detto pericolo giustifica, inoltre, il mancato rispetto del principio di tipicità degli atti amministrativi. […]Dirittoamministrativo.it

ANALISI DELL’ORDINANZA

Detto ciò passiamo ad una riflessione sull’ordinanza, lo scorso anno nel mio comune, come in tanti altri italiani, era stato emanato un avviso come questo:

In occasione del capodanno (periodo dalle ore 01:00 del 30 dicembre 2015 fino alle ore 24:00 del giorno 2 gennaio 2016) sarà in vigore l’ordinanza che dispone il divieto, su tutto il territorio Comunale, di accensione di fuochi d’artificio, petardi e qualsiasi tipo di botti e mortaretti. Il divieto è motivato dalla necessità di tutelare la sicurezza e la quiete dei cittadini, il benessere degli animali e di non elevare ulteriormente l’inquinamento atmosferico dovuto alle polveri fini in un periodo nel quale i valori sono già molto alti.Ordinanza Tipo
.

E’ curioso come non sia riuscito a trovare l’ordinanza, che ricordo molto bene, nell’archivio online degli atti comunali… Prediamo ad esempio quella pubblicata al suo interno possiamo identificare più di una motivazione:

  • tutelare la sicurezza e la quiete dei cittadini;
  • tutelare il benessere degli animali;
  • non elevare l’inquinamento atmosferico;

Sono tutte motivazioni largamente condivisibili, ma che sono fini a se stesse, perché? 

  • TUTELARE LA SICUREZZA E LA QUIETE DEI CITTADINI

Argomentazione ineccepibile, ogni anno sentiamo numerosi casi di incidenti causati dall’uso improprio dei fuochi d’artificio, in questo caso l’autorità anziché condurre una campagna educativa sull’argomento preferisce ricorrere all’uso di un divieto, oltretutto con sanzione. Per quanto riguarda la seconda parte, ritengo che sia giustificato solo qualora vi sia un abuso. 

  • TUTELARE IL BENESSERE DEGLI ANIMALI

Ho due gatti, che per loro scelta han deciso di vivere all’esterno della casa,  assecondando la loro natura ho accettato la cosa. Invece, sono tanti i possessori di animali domestici che adottano dei comportamenti iperprotettivi verso i loro animali, vedi cappottini, passeggini, vestitini, cibi gourmet etc… prima di pensare allo spavento causato dallo scoppio di petardi, io mi preoccuperei di tante altre questioni ben più importanti per il benessere degli animali… credo che a volte il fatto in questione dia più fastidio alla persone che all’animale, persone che molto probabilmente sono di quelle cupe e tristi…. 

  • NON ELEVARE L’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

A prescindere che mi piacerebbe verificare con dati certi quale possa essere la reale percentuale di incidenza sull’inquinamento atmosferico, sono molte le aziende pirotecniche sensibili all’argomento che hanno scelto di utilizzare polveri naturali. Inutile continuare sull’argomento perché si capisce subito che questo tipo di motivazione lascia il tempo che trova.

DIFFERENZA TRA PETARDI E FUOCHI D’ARTIFICIO

E’ utile inoltre ricordare che i fuochi d’artificio vengono classificati in base al rischio connesso, pertanto è obbligatorio possedere determinati requisiti per il loro acquisto ed uso, vediamo innanzitutto la distinzione fondamentale tra petardi e fuochi pirotecnici:

Con l’espressione petardo si indicano gli artifici pirotecnici la cui esplosione produce unicamente rumore (bang). Gli artifizi esplosivi denominati petardi rientrano nelle categorie 2, 3 e 4 dei fuochi pirotecnici. L’assegnazione della categoria viene data dal contenuto di materia attiva presente nell’artifizio. Fino a 0,5g di Polvere M100, 1g di Polvere M80 oppure 6g di polvere Nera per la categoria 2 e fino a 10g per la categoria 3. Quantitativi superiori rientrano nella categoria 4 (professionale).

Essendo stata abrogata la libera vendita, il limite minimo per l’acquisto dei prodotti di categoria 2 sono i 18 anni d’età compiuti, per la categoria 3 il porto d’armi o nulla osta all’acquisto e per la categoria 4 esclusivamente a soggetti muniti di conoscenze specialistiche, cioè pirotecnici abilitati.Wikipedia

LE TRADIZIONI POPOLARI E L’IDENTITA’ CULTURALE

E’ prassi, in molte tradizioni popolari che, soprattutto nel periodo natalizio, si faccia uso di questo tipo strumento per festeggiare…

Un Sindaco, dovendo scegliere tra l’educare ad un giusto comportamento o reprimerlo, sbaglia nel pensare che la seconda sia la via più veloce e meno impegnativa, così facendo, si corre il rischio che, in qualche modo, sia l’identità culturale sia di un singolo che di un gruppo di individui possa esser lesa. 

Nei due termini sono contenuti significati importanti. Il primo, “identità“, ha soprattutto una valenza di ordine psicologico e si riferisce alla percezione che ogni individuo ha di se stesso, cioè della propria coscienza d’esistere in relazione ad altri individui. L’identità infatti è un concetto dinamico e aperto che si costruisce e definisce nella relazione/interazione con gli altri.
Il termine “culturale” ha invece un significato sociologico. Deriva dal termine “cultura”, inteso come patrimonio globale ed evolutivo dell’individuo e dei gruppi sociali ai quali appartiene. Questo patrimonio è formato dalle norme, i valori, le “cornici” di riferimento e di senso, dagli usi e dal linguaggio che uniscono e diversificano i gruppi umani.
Quando si parla di identità culturale si intende dunque la sua identità globale, composta dalle identificazioni particolari riferite alle diverse appartenenze all’interno di un processo dinamico e aperto al cambiamento.Indire.it

La repressione del comportamento, senza un’adeguata educazione preventiva, provocherà una situazione di disagio interiore nell’individuo che dovendosi confrontare con un’ordine imposto, potrebbe non sentirsi pienamente libero di compiere determinate scelte. Questo “shock” sorge soprattutto nel momento in cui, non essendo a conoscenza di tale ordine, si ritrova ad esser punito senza capirne le reali motivazioni. Ecco l’importanza preventiva dell’educazione! 

 

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