Ius Soli, ed il problema euromediterrano

Il problema non è lo Ius Soli o lo Ius Culturae, ma la scarsa fiducia che ho nell’attuale istituzione italiana che, a mio parere, non sarebbe capace di applicarlo in modo imparziale ed equo ma finirebbe per diventare l’ennesima pagliacciata all’italiana, dove qualcuno troverà il proprio tornaconto personale…. 

Facendo un paragone con nazioni come il Canada o l’Australia, dove il multiculturalismo é stato addirittura integrato nella Costituzione, vien spontaneo chiedersi: l’integrazione è una questione di legge o di mentalità e certezza del diritto?

In un momento storico dove l’Italia, lasciata sola dalla vecchia Europa incapace non solo di controllare il flusso migratorio proveniente dall’area sud del Mediterraneo, ma soprattutto di avviare un dialogo Euro-Medirerraneo, deve trovare il coraggio di attuare delle riforme serie sull’immigrazione. 

Chiudere le frontiere è immorale, significa abbandonare al loro destino centinaia di migliaia di profughi in cerca di un mondo migliore, allo stesso tempo è impossibile potergli accogliere tutti, è necessario quindi un sistema di riforme che permetta al nostro Paese un maggior controllo alle frontiere, permettendo l’ingresso solo a coloro che si dimostreranno meritevoli di vivere nella nostra comunità. 

Più di altri paesi sappiamo cosa significa essere immigrati, sappiamo cosa significa vivere di speranza e se gli italiani che alla luce di un passato travagliato ha ben compreso il vero valore della solidarietà, non deve lasciarsi mettere i piedi in testa né dagli africani (non dimentichiamo le volte che il Colonnello Gheddafi ha disatteso tutti gli accordi e trattati bilaterali pur ottenendo da parte nostra quando promesso) tanto meno dai colleghi europei incapaci di lasciarsi alle spalle una visione euro-centrica. 

Bisogna reagire e trovare il coraggio di portare avanti le proprie iniziative anche al di fuori del contesto dell’Europa Unita, denunciando lo strapotere della Germania che da diversi anni ha condotto una politica di arricchimento sulle spalle dei paesi mediterranei, che nello scorso decennio avevano avviato un dialogo tra i paesi dell’area mediterranea attraverso il forum del Mediterraneo e il summit 5+5.

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