Il caso della Viadana Facchini

Ho partecipato al tavolo di trattativa per l’avvio della procedura 223/91 dei 271 lavoratori della società cooperativa Viadana Facchini di Viadana (MN) al tavolo assieme a noi della UIL c’erano CGIL, CISL e COBAS. Premesso che subentravo nei lavori dopo numerosi altri incontri dove erano già state fatte proposte per evitare la chiusura della società, che però non avevano trovato d’accordo tutte le sigle sindacali…quindi il nostro impegno, se pur formale, aveva come obiettivo quello di poter mediare tra gli attori affinché fosse possibile raggiungere una soluzione condivisa da tutti.

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VIADANA. Si inasprisce ulteriormente la vicenda Viadana Facchini. Composad (Gruppo Saviola), che produce mobili in kit e dove lavora in esclusiva la coop dal 29 maggio in sciopero e presidio per l’avvio di 271 licenziamenti, ha annuncia la chiusura dello stabilimento viadanese sino a data da destinarsi «in seguito al blocco operato in entrata e in uscita dagli stabilimenti».

«Considerando il clima di violenza ed intimidazione che sta subendo chiunque si avvicini ai cancelli dell’azienda – si legge nel comunicato emesso il 29 maggio in serata – e vista l’impossibilità di garantire ai nostri lavoratori, clienti, ospiti e collaboratori le condizioni minime di sicurezza degne di un Paese civile, la direzione ha assunto la decisione di interrompere ogni produzione e chiudere lo stabilimento di Composad a partire da domani mattina, 30 maggio, sino a quando non sarà ripristinata una situazione di piena normalità rispetto allo svolgersi delle attività aziendali».

L’azienda lamenta dal 29 maggio il «blocco totale relativo all’ingresso delle merci e delle persone». Fatto che però viene smentito direttamente dai rappresentanti dei sindacati in sciopero, Stefano Re per Adl Cobas ed Emmanuele Monti di Fit Cisl. «Il presidio davanti ai cancelli è stato del tutto tranquillo dicono e si è svolto nella maniera assolutamente civile. Non c’è stato il lamentato blocco totale né delle merci, né delle persone, ma solo il rallentamento ai cancelli. C’è stato disagio, ma non blocco totale e gli unici che non sono entrati nello stabilimento sono i lavoratori in sciopero mentre l’attività all’interno è stata svolta».

La serrata scatta il 30 maggio quando i lavoratori in presidio si sposteranno in piazza Matteotti, dove – dalle 9.30 alle 12 – terranno una manifestazione pubblica. Popolazione e partiti politici sono invitati a partecipare: «Diritti e dignità sul lavoro sono un bene comune. Difendiamoli tutti assieme». Domani scadrà il contratto d’appalto per la gestione del magazzino Composad e per 271 lavoratori non v’è alcuna certezza sul futuro. Anche ieri le organizzazioni sindacali si sono sedute ad un tavolo con Legacoop e Viadana Facchini. Il confronto si è chiuso con un nulla di fatto.

Al tavolo ha preso parte, per la prima volta dall’avvio della vertenza, anche la rappresentanza Uil Trasporti: «Siamo – afferma Giovanni Votta (segreteria Uilt) – pienamente solidali coi lavoratori. Riteniamo che gli scioperi siano la manifestazione di un disagio; ma è importante che non pregiudichino la ripresa produttiva». Sono intanto scese nuovamente in campo le forze politiche. Il senatore M5S Luigi Gaetti ha presentato un’interrogazione al Governo: «La drammatica situazione in cui versano questi lavoratori merita adeguata attenzione anche da parte dei ministeri competenti». Il parlamentare chiede si riapra al più presto il tavolo di confronto istituzionale.  (fonte Gazzetta di Mantova del 29/05/2017)

Mentre per noi della UIL e CGIL aprire le procedure di mobilità era l’unico modo per salvaguardare i lavoratori per CISL e COBAS ciò equivaleva ad una sconfitta. Sono d’accordo che accettare una procedura di mobilità è di per sè una sconfitta però tutto ciò, a mio avviso, poteva anche esser evitato se durante i tavoli precedenti si fosse lavorato seriamente ad una soluzione transitoria diversa dalla chiusura della società!

Il 30 Maggio siamo stati convocati dalla CLO per avviare un tavolo di proposta per l’assunzione dei lavoratori licenziati dalla Viadana Facchini, un incontro durato circa 10 ore durante il quale Cobas e Cisl hanno abbandonato la trattativa, per proseguire la lotta davanti allo stabilimento della Composad. In tarda serata viene creata una bozza di accordo, viene rimandato al giorno seguente la firma tra le parti e la presentazione al prefetto e alla stampa dell’accordo.

01 Giugno, si dice che la notte porti consiglio e così è stato, perchè ci viene comunicato che il numero ultimo di lavoratori che sarà possibile inserire nella nuova azienda sarà di 200 unità (150 indeterminati e 50 determinati con opzione di rinnovo qualora le condizioni fossero positive), oltre che la costituzione di una commissione tecnica permanente che analizzi il futuro piano aziendale che sarà quello della Logistic. 

Da questo punto in poi, la trattativa si è spostata a livello regionale, e anche io sono diventato uno spettatore della vicenda. 

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