Immigrazione ed Integrazione

Quando vengono a mancare le condizioni necessarie al pieno compimento dei desideri dell’uomo, questo è spinto a cercare un luogo diverso da quello di origine “dove aver miglior fortuna”. Le motivazioni possono essere le più diverse: economiche, politiche, guerre in atto, persecuzione. La separazione dalla terra d’origine è sempre sentita come una frattura nella vita personale.

Il fenomeno poc’anzi descritto viene spesso accostato ad un altro termine, quello dell’integrazione, ovvero l’insieme di processi sociali e culturali che rendono l’individuo membro di una società. L’integrazione dipende anche dalla capacità di socializzazione di ogni individuo, capacità che a volte può essere condizionata da altri fattori. 

Se i più tolleranti vedono la soluzione del problema in una maggiore integrazione ed istruzione di queste persone, gli integralisti, credono che ogni sforzo o risorsa messa in campo sarà inutile, almeno fin quando non si sviluppi quella capacità di socializzazione tra cui un certo senso civico ed etico della persona che, tante volte, non emigra per integrarsi ma per sfruttare i vantaggi sociali e/o economici o solo per gestire aspetti di malavita come droga e prostituzione, anche se ad oggi non esistono dati concreti a sostegno di questa mia ultima considerazione.

E’ scontato dire che siamo tutti essere umani e che, in quanto tali, abbiamo dei diritti inalienabili, diritti che, grazie all’evoluzione e a non poche lotte e guerre, sono stati raccolti in quella che oggi chiamiamo “Dichiarazione universale dei diritti dell’Uomo”, molti Paesi, hanno accolto nei propri ordinamenti, tali diritti, ma nonostante ciò, soprattutto negli ultimi anni, è cresciuto un certo odio, non tanto verso il “diverso”, ovvero diversa razza, religione, etc, quanto verso coloro che provenendo da realtà con differenti usi e regole civiche, non si adeguano a quelle che sono invece le regole del Paese ospitante.

Anche io sono un emigrato, che dal sud Italia si è spostato al nord per lavoro ed ho vissuto sulla mia pelle il pregiudizio, quello degli anni ’90, quando al nord noi venivamo definiti “terroni”, oggi ci si ride su perchè il problema non è più il ragazzo del sud che emigra, quanto quegli extracomunitari che pretendono di vivere in un Paese civile senza però rispettarne le regole, autorità e/o le persone, cosa che ho potuto constatare in prima persona visto il lavoro che faccio.

Vorrei sintetizzare il mio pensiero con un’equazione:

Integrazione = Rispetto / Tolleranza * Risorse e Opportunità

L’integrazione come Convivenza tra Popoli, è data dal rapporto tra il Rispetto (delle regole, degli usi e costumi, etc..) di chi arriva in un nuovo Paese e la Tolleranza di chi ospita moltiplicato per le Risorse e le Opportunità che lo Stato e/o la Società/Comunità mettono loro a disposizione.

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