Rotary e beneficenza di Bruno Ghigi

Gagliardetto eclub

Capita spesso che mi vien chiesto: cos’è il Rotary?, altre, invece, sembra che nell’immaginario comune i rotariani siano dei “ricchi imprenditori” che danno soldi per espiare a dei fantomatici sensi di colpa. Ho pensato, quindi, di riportare parte di una relazione di Bruno Ghigi, che spiega in modo chiaro tale concetto. Ghigi già Benefattore Fondazione Rotary – AKS member ***, è Presidente Incoming del Rotary eClub 2050 per l’anno 2015-16.

Il Rotary non è un ente di beneficenza!

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Bruno Ghigi

Questa affermazione appare spesso nelle riviste rotariane e l’ho sentita nei vari congressi anche a livello internazionale. E’ un’affermazione vera ed assolutamente condivisibile; ma che deve anche essere integrata da alcune riflessioni per non generare confusione e portare a posizioni sbagliate.
Per capire bene questa affermazione è utile definire che cosa sia un ente di beneficenza. La Caritas, la Croce Rossa, i Medici senza Frontiere, la San Vincenzo sono chiarissimi esempi di cosa sia un ente di beneficenza: raccolgono abitualmente danari fra gente di buona volontà, e li impiegano per fare fronte a quotidiane situazioni di bisogno e di miseria, o ad emergenze causate da eventi straordinari, quali guerre, alluvioni, terremoti ecc. . In caso di situazione di emergenza l’ente di beneficenza interviene immediatamente per portare un aiuto che consenta la prosecuzione della vita o di alleviare condizioni estremamente difficili. Questo è il suo nobilissimo, ma unico, compito.

Il Rotary è tutt’altra cosa. Il Rotary, che pure aiuta tante persone, è nato per altri scopi e si deve anche impegnare per il raggiungimento di questi scopi. Quindi l’affermazione che il Rotary non è un ente di beneficenza viene spesso pronunciata ai massimi livelli perché non accada che i rotariani pensino che per fare Rotary basti riunirsi ogni tanto per mangiare insieme e, quando serve, togliersi dalle tasche 100 € a favore della Rotary Foundation. Quest’ultima azione è sacrosanta, doverosa e lodevole, ma assolutamente insufficiente. Il rotariano deve anche esprimere la sua professionalità e progettualità per incidere nella società in cui vive e nel mondo, e deve impegnarsi personalmente per il raggiungimento di questo obbiettivo.

Stabilita questa sostanziale differenza è comprensibile che anche l’approccio del Rotary a situazioni di disagio sia necessariamente diverso da quello degli enti di beneficenza e, per essere più comprensibile farò un esempio:
Se in un paese dell’Africa ci sono epidemie e mancano generi alimentari, la Caritas e la Croce Rossa portano viveri e medicinali e i Medici senza Frontiere mandano i loro volontari. Il Rotary invece affronta il problema in modo diverso: probabilmente in quella zona manca l’acqua potabile e le malattie sono dovute al fatto che la gente è costretta a bere acqua non potabile. Il Rotary allora finanzia un progetto per scavare un pozzo che fornisca l’acqua potabile e consenta di eliminare le infezioni e anche di attivare qualche coltivazione che risolva quindi il problema della fame e della desertificazione dell’ambiente.

I due approcci sono completamente diversi e sarebbe bello se fossero complementari; l’azione degli enti di beneficenza classici tampona l’esigenza immediata ed impedisce alla gente di morire; l’azione del Rotary che si esprime mediante la sua progettualità crea successive e stabili condizioni di vivibilità.

In questo spirito il Rotary International ha creato la Rotary Foundation: lo strumento attraverso il quale esprimere la sua progettualità in favore dei bisogni del mondo.

Quando si opera di cateratta un anziano in India non si fa soltanto una buona azione; si evita che costui, diventato cieco, sia un peso per la società; riacquistata la vista sarà invece ancora produttivo ed utile agli altri; quindi si fa un investimento su questo individuo.
Quando si adottano bambini di strada in Brasile, li si strappa all’abbandono che li costringe a rovistare come i cani fra i rifiuti della discarica per trovare qualcosa da mangiare oppure a delinquere o prestarsi alla prostituzione. Se a questi bambini viene fornita la necessaria alimentazione, dei vestiti, un’istruzione, un addestramento professionale, li si trasforma da animali in esseri consapevoli che, diventati a loro volta uomini, non abbandoneranno i loro figli alla strada e alla disperazione. Oltre ad un generoso gesto di solidarietà è anche un paziente, lungo e costoso processo di formazione dell’individuo che porti nel tempo ad un cambio di mentalità generale; uomini consapevoli invece di disperati che vivono di espedienti. Anche questo è un grosso investimento sul futuro.

Per concludere vorrei evidenziare che l’impegno del Rotary per il benessere altrui è immane e che la Rotary Foundation è la più grande organizzazione umanitaria non governativa del mondo. Per la sua grande efficienza e per la vastità ed importanza dei suoi interventi gode di grandissima fiducia anche e principalmente da parte di migliaia di non rotariani. Le più grosse donazioni, anche multimiliardarie, provengono da privati non rotariani ed anche da alcuni stati. Sarebbe bello se anche i rotariani imparassero ad apprezzare la Fondazione ed a contribuire con entusiasmo alle sue attività, sia con danaro che con la presentazione di validi progetti.

di Bruno Ghigi

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