Modifiche all’Art 54 del Contratto Aziendale Trenord

Se la matematica non é un’opinione…Facciamo un po’ di chiarezza! E facciamola, come giusto che sia, prima di sottoscrivere modifiche che, a nostro parere e viste le proposte sul tavolo, si rivelerebbero penalizzanti per la maggio parte del personale interessato.

La società Trenord propone una ristrutturazione radicale dell’articolo 54 del contratto aziendale per il personale mobile.

Per il PdC l’azienda propone l’abolizione dell’articolo 54.1.2 (i premi) ridistribuendo il differenziale economico nelle ore di condotta. Or dunque, dai tempi Biblici del buon Samaritano di acqua ne è passata tanta sotto i ponti; cerchiamo quindi di capire i reali effetti di una proposta che, paventata come atto di giustizia a favore di quel personale di condotta che opera su turni che ad oggi non raggiungono le 3 ore di condotta, rischia di rivelarsi una perdita economica annua superiore agli 800,00 euro, laddove non opportunamente corretta nelle aliquote. Già a partire dalle dichiarazioni Aziendali secondo cui a breve la condotta di buona parte dei turni si aggirerà tra le 4 e le 4 ore e 30; già a partire da una dichiarazione del genere c’è da chiedersi: quale tornaconto ci sarebbe per il pdc a toccare le aliquote attuali? A queste condizioni il problema di quei turni sotto le 3 ore si risolverebbe in automatico. C’è da dire però che le problematiche in sospeso sono diverse ed un accordo generale che risolva un po’ tutte le criticità lamentate, e le diverse interpretazioni contrattuali, potrebbe anche essere auspicato; ciò, a patto di non lasciare sul campo ennesimo salario sicuro per probabili guadagni teorici; qualcosa dovremmo aver imparato dopo quanto successo durante la stesura del Contratto Aziendale! Stabilire un quid che vada a compensare i servizi di riserve/traghettamenti/corsi di aggiornamento è cosa buona e giusta, ma va soppesata nell’ambito dell’effetto economico generale, diciamo annuale; se la somma di tale competenza nell’arco dell’anno matura una media pro capite “viste le quantità di riserve, traghettamenti e aggiornamenti professionali” di 300/400 euro, è giusta scambiarla per una perdita media annua sulla condotta di 800 euro? Aperti quindi a tutte le valutazioni, ma sempre tenendo ben in mente l’articolo 1 del contratto aziendale che dice: a parità di lavoro parità di salario.

Per il PdB la situazione, alle condizioni proposte, si presenta ancora più drammatica. L’azienda cerca di vendere l’aumento di qualche centesimo sulla scorta come compensazione al vergognoso atto unilaterale che ha colpito i capitreno, con decorrenza 1/8/2014. Anche m in questo caso diventa difficile da sopportare e ancora di più da sottoscrivere come un misero riconoscimento al personale di bordo possa compensare quanto sottratto ai capitreno. Ricordiamo infatti che i famosi 2 euro compensavano le indennità sancite nei contratti di provenienza (idv, eccedenza vetture ecc.) non più previste nel Contratto aziendale Trenord. Difatti, da una valutazione effettuata su di un ampia percentuale di pdb, prima dell’atto unilaterale di cui in precedenza, gli introiti mensili derivanti dall’emissione dei biglietti variava tra i 200/300 e i 500/600 euro al mese ,valori sostanzialmente più elevati si registravano per quegli impianti che per tipologia di servizi, fasce e flussi orari erano maggiormente coinvolti nelle regolarizzazioni dei titoli di viaggio. Anche in questo caso va fatto un ragionamento ad ampio raggio; un ragionamento che abbia come punto fermo il principio che: stante la volontà dell’Azienda e dei lavoratori di migliorare complessivamente le performance fornite ad un servizio pubblico, quanto costituiva salario premiale nelle condizioni di provenienza, potrà essere migliorato nella distribuzione e nelle quantità complessive : non ci sono margini per fare economie sul salario premiale, e al contempo aver la pretesa di migliorare i risultati, diversamente il contratto è ancora li ed in attesa di essere applicato. Auspichiamo che qualche giorno di riflessione porti consiglio ed equilibrio a chi, sotto ai colpi propagandistici Aziendali, ha sbandato paurosamente; succede! L’importante è ritrovarsi e ritornare sempre all’obiettivo primario: l’interesse del lavoratore.

Fretta di chiudere un accordo con troppe incertezze non ce n’è; per questo confidiamo anche nell’attenzione e nel sostegno da parte dei lavoratori. Nel mentre auspichiamo l’avvio, a breve, della discussione sulle tante altre problematiche in sospeso e che riguardano i lavoratori degli altri settori: manutenzione, sala operativa, visto l’imminente trasferimento, la micro struttura del 303, la commerciale ecc. Chiarezza e trasparenza per un percorso di condivisione e di tutela, con e peri lavoratori, per un accordo che non potrà prefigurare rinunce o perdite di salario.

Gruppo Aziendali Uiltrasporti Lombardia

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