Referendum del 17 Aprile 2016

L’esito di questo referendum, più che altro, dovrebbe servici da monito e farci riflettere sul fatto che in questo Paese la democrazia è una parola priva di ogni significato…

Ditemi voi, in quale paese civile un referendum ha bisogno di un quorum affinché una votazione sia valida?

L’esistenza di uno sbarramento non è altro che una mancanza di rispetto verso il popolo, non solo di quel 31,19% che ha votato ma di tutto quel popolo che attraverso le tasse finanzia un sistema che come un abile illusionista ci fa credere di esser in un paese democratico…

“La differenza tra la democrazia e la dittatura è che nella prima ti fanno votare poi ti danno ordini, mentre nella seconda non ti fanno perdere tempo a votare.”

Schiavi del sistemaLa democrazia rappresentativa è una forma di governo nella quale gli aventi diritto al voto eleggono dei rappresentanti per essere governati, rappresentanti che a quanto pare fanno gli interessi di pochi trasformandola di fatto in una vera e propria oligarchia…

In Italia il cittadino conta uno, ma vale zero!

Come diceva G. Mosca:

“Cento individui che agiscano sempre di concerto e d’accordo prevarranno sempre su mille che agiscano liberamente”.

Il consenso non è libero perché ampiamente condizionato dai mass media che sono in mano ai soliti noti e che, non a caso, si chiamano strumenti del consenso.

Molti italiani non hanno capito l’importanza di questo referendum, che come tanti altri alla base ci permette, prima di tutto, di esercitare un diritto.

La vittoria dei SI avrebbe messo in discussione lo strapotere dei magnati del petrolio e magari avrebbe permesso di avviare un serio dialogo sulla “Green Energy” l’unica vera soluzione per rompere le catene che rendono il nostro paese schiavo dalle politiche energetiche mondiali.

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