Socialisti in movimento

Riporto il testo integrale del mio intervento all’incontro “Socialisti in Movimento” evento svoltosi Domenica, 12 Marzo a Roma, al quale, oltre agli ospiti: Emiliano, Falcone e Godor, hanno partecipato tutti coloro che pur appartenenti a diversi partiti, movimenti e/o associazioni, sono di estrazione socialista, un forum per un confronto libero e civile sul futuro del Socialismo italiano.

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Cari compagni,
Il nostro paese è malato, la società è governata da una politica instabile e poco incisiva, ci sarebbero così tante cose da dover dire, tanti problemi da discutere ma prima bisogna fare i conti con quelli che sono invece i problemi interni al Socialismo italiano. Non potendo dilungarmi oltre il tempo a disposizione, attraverso questo intervento vorrei riflettere con voi solo su 3 argomenti:

  1. La comunicazione;
  2. Il ricambio generazionale;
  3. Partiti e movimenti socialisti;
– LA COMUNICAZIONE

Fare politica è comunicare e comunicare significa interagire, è attraverso la comunicazione che operiamo la costruzione sociale della realtà, anche di quella politica.

Nella politica è necessario dare valenza simbolica alle azioni e alle idee, occorre saper appassionare alle idee attraverso le emozioni.

La politica è, infatti, non solo mercato di idee ma anche mercato di emozioni, per meglio dire le buone idee e le buone azioni sono comprese meglio se il messaggio coinvolge sentimenti e passioni delle persone.

Un messaggio politico efficace è innanzitutto una narrazione di principi e valori, cioè di convinzioni cariche di emozioni su come le cose dovrebbero o non dovrebbero andare.

(Dai dati di un’indagine ISTAT del 2014 risulta che: La modalità più diffusa per informarsi di politica tramite Internet è la lettura di giornali, news e riviste on line (oltre 9 milioni di persone, il 77,7% di chi si informa tramite Internet); il 45%, invece, si informa attraverso social network o blog, newsgroup o forum di discussione, il 20,3% attraverso radio o tv on line e il 13,7% consulta siti di partiti politici.

Tra i giovani di 14-34 anni che si informano di politica tramite Internet uno su quattro (25,3%) fa ricorso esclusivo a giornali, news e riviste on line, e il 12,1% si informa solo tramite i social network. Dopo i 34 anni, invece, la quota di chi si informa unicamente tramite giornali, news e riviste on line raddoppia e quella di chi si informa di politica su Internet facendo ricorso esclusivo ai social network si dimezza)

In passato per incontrare i compagni si andava al circolo; non era necessario accordarci, non era importante quante e quali persone fossero presenti, il circolo fungeva da “luogo di ritrovo” o di aggregazione. Chi andava al circolo poteva fare quattro chiacchiere su qualsiasi argomento, non solo di politica.

I social network attuali sono un “luogo di ritrovo” virtuale, proprio come il “circolo”, attraverso il quale è possibile comunicare con amici/conoscenti/persone anche a noi molto lontani.

Usato per la prima volta nel 2007 son trascorsi ben 8 anni prima che i partiti abbiano imparato l’importanza di interagire attraverso questo sistema di comunicazione 2.0! Anche se non dimostrano ancora oggi di saperlo padroneggiare a dovere, questo soprattutto perchè raramente viene fatto gestire ai giovani!

La rete usata come strumento di comunicazione di massa, come mezzo per arrivare nuovamente nelle case degli elettori, ma non vanno trascurati i vecchi luoghi di aggregazione affinché non si perda per sempre il vecchio modello di socializzazione e confronto faccia a faccia.

Bisogna investire sui giovani, sulle attività a loro collegate ed entrare nuovamente anche nelle scuole attraverso programmi di educazione civica e politica.

– IL RICAMBIO GENERAZIONALE

Cambiamento, Svecchiamento, largo ai giovani, meritocrazia, parole usate più come slogan per stare al passo con i tempi che come veri obiettivi di un processo di ricambio generazionale. Compagni, guardiamoci intorno, guardiamo i volti dei presenti qui oggi in sala, quanti sono i giovani?

In sociologia, il cambiamento, identifica quei processi che determinano trasformazioni nella struttura sociale e culturale di un gruppo, usare i social network, usare lo slang dei giovani, farsi un lifting non serve a ringiovanire un partito.

In passato, interessarsi di politica era una cosa normale, perché considerata strumento per partecipare al mutamento del paese. Oggi invece, i giovani che si avvicinano alla politica sono sempre di meno, tanto da potersi definire “mosche bianche” in una società dominata da valori preconfezionati, dal così detto “mordi e fuggi”, da pratiche create ad hoc per limitare l’uso del cervello.

Il modo con cui questi giovani formano le loro idee e coscienze politiche è socialmente cambiato, in tutti i sensi.

Ormai da diversi anni hanno verso la politica solo un atteggiamento di disprezzo. Pensano che ‘i politici siano tutti uguali’ e che è inutile impegnarsi in attività politiche e/o addirittura votare perché ‘tanto non cambierà nulla’. E così ‘si chiamano fuori’, disinformati, distaccati e lontani dal tema politico, preferiscono occuparsi di altri argomenti: dai reality della televisione, allo sport, al divertimento del sabato sera.

[su_quote]Generalizzare fa’ male, perché ci sono tanti giovani che hanno voglia di mettersi in gioco ed hanno il DIRITTO di governare gli eventi e i destini di una generazione a cui è stato imposto un triste futuro, mentre gli anziani, hanno invece il DOVERE di affiancarli per trasmettere loro l’esperienza e non, di sfruttarli solo per restare ancora qualche anno sulla scena politica![/su_quote]
– PARTITI E MOVIMENTI SOCIALISTI

Se oggi siamo qui, è perché ci sentiamo socialisti!
Anche se ognuno di noi, col tempo, abbia intrapreso differenti sentieri, se siamo qui è perché crediamo possibile creare un progetto trasversale che ci unisca in un unico movimento sociale capace di ritornare a pieno titolo sulla scena politica italiana.

Non credo che l’eredità del Psi possa essere amministrata con una tattica che, calcisticamente parlando definirei “a catenaccio”, rinchiudersi dietro ad un patto federativo col PD e accontentarsi di una minima crescita dovuta solo ad un modesto numero di seggi locali e nazionali… occorre, a mio avviso, fare molto di più perché il socialismo italiano non può più essere quello che è stato negli ultimi vent’anni, la verità è che si è smarrito il senso di appartenenza si è persa la fiducia nel’ideale socialista, ci si è adattati ad una politica privata e personalistica accantonando le buone vecchie regole del dibattito e del confronto tanto che ci si è spesso quasi vergognati di dirsi, apparire, presentarsi da socialisti.

Vorrei citare le parole di un grande Socialista qual era Pertini che nel 1966 trovandosi ad affrontare problemi simili ai nostri diceva:

[su_quote cite=”S. Pertini”]Sono sempre stato contro le scissioni, si verifichino esse a destra o a sinistra dello schieramento socialista e ho sempre pensato che nel Partito bisogna restare anche quando si è in minoranza o isolati. Ripeto qui compagni, quello che già ebbi a dirvi altre volte: meglio aver torto con il Partito che ragione contro il Partito. Quanti anni hanno fatto perdere al socialismo ed alla democrazia le scissioni verificatesi dal 1921 in poi nel movimento socialista italiano!

Un insegnamento ci deriva da questa amara esperienza, questo: noi dobbiamo volere la libera circolazione di idee nelle nostre file; non vogliamo un Partito monolitico e quindi devono essere concesse “le correnti di idee” ma guai se queste “correnti” pensassero di organizzarsi. Avremmo dei partiti nel Partito, e nuove scissioni potrebbero verificarsi.

Certo, il metodo democratico dovrà reggere la vita del Partito unificato. Le minoranze non dovranno essere né sopportate né umiliate, ma dovranno essere considerate utili e necessarie. Un partito ove non si può avere il contraddittorio aperto e leale, il raffronto ed anche il contrasto tra le opinioni diverse, non e un partito democratico. E noi vogliamo che il Partito Socialista Unificato sia un partito democratico.[/su_quote]

Insomma parole, quelle di Pertini, che potremmo definire ancora oggi attuali, che ho voluto ricordare affinché noi tutti potessimo ricordare da dove veniamo, e le tante lotte fatte per arrivarci, certo il momento storico che viviamo è forse quello più controverso e difficile di sempre però è da questa sala che oggi bisogna che esca un forte messaggio unitario:

[su_quote]Il socialismo non è un segretario, tanto meno un partito o un movimento, il socialismo è un’ideologia, un modo diverso di concepire la politica, l’economia e quindi la società![/su_quote]

E se Gramsci la intendeva come «concezione del mondo», come uno strumento di organizzazione delle masse, utile a raggiungere un compromesso tra interessi storici contrapposti attraverso un processo di rottura rivoluzionaria, io vedo, in quell’ideologia, l’unica cura capace di estirpare quel cancro che si è sviluppato negli ultimi decenni e che rischia di portare alla morte, non solo il sistema politico italiano, ma anche l’economia e quindi la stessa società!

[su_quote]Il nostro non dev’essere solo un impegno ma un sacrosanto DOVERE, per il bene dei giovani, delle famiglie, dei lavoratori e del paese.[/su_quote]

Grazie mille, vivo il socialismo, viva l’Italia!

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